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 Oggetto del messaggio: Problem Solving by Claudio Bonanni
MessaggioInviato: lun 1 feb 2016, 17:49 
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Località: Raccoon City (un bel posto.. shi shi)
Sono proprio curioso di sapere le vostre opinioni riguardo l'articolo di Claudio :)
Di certo non è un articolo semplice o banale, infatti è il risultato di una grande ricerca e di molti accorgimenti; forse è molto tecnico, ma davvero pensate che si possano risolvere problemi difficili senza le strategie giuste? :D

http://www.mtgq.it/gold-problem-solving/


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 Oggetto del messaggio: Re: Problem Solving by Claudio Bonanni
MessaggioInviato: lun 1 feb 2016, 18:38 
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Lich Overlord

Iscritto il: sab 21 apr 2007, 13:51
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Molto interessante, anche se personalmente avrei preferito una maggiore quantità di esempi su come applicare queste teorie. I miei studi matematico / informatici mi permettono di seguire l'articolo, ma son sicuro che altri meno addentro a questi discorsi potrebbero avere più difficoltà.

Inoltre per tutti, me compreso, un maggior numero di esempi sarebbero stati utili non solo per esemplificare il discorso, ma anche per renderlo meno avulso da Magic. Purtroppo infatti l'articolo tende a sembrare più una lezione sul certi concetti teorici, con annessa dimostrazione di come queste siano applicabili a Magic; mentre invece sarebbe stato molto più interessante se si fosse maggiormente soffermato sulle effettive APPLICAZIONI di queste teorie a Magic, mostrando come usare questi strumenti.

Infatti l'articolo parte con una descrizione generale delle teorie, con descrizione del parallelismo a concetti generali di MtG, e fin qua tutto bene, serve a presentare l'articolo. Nella parte intermedia fa alcuni esempi applicativi , come la mano di Delver e i metodi di risoluzione applicati a semplici casi specifici (OTTIMO! E' questo che è utile a capire come applicare le teorie ad un effettivo miglioramento strategico). Poi, però, parla di euristica in maniera generica e piuttostro sbrigativa, e chiude "bruscamente".

Data la complessità dell'articolo, capisco che farlo più denso l'avrebbe reso troppo lungo, ma se si vuole entrare così nel dettaglio (e sotto questo aspetto il lavoro è encomiabile), credo sarebbe necessario dividere il progetto in una serie di almeno 2/3 articoli, per andare più nello specifico senza rimanere eccessivamente astratti.

Fondamentalmente, l'articolo a mio parere descrive eccezionalmente l'astrazione teorica degli strumenti con cui fare problem solving, ma è troppo superficiale nel mostrare l'effettiva applicazione di tali strumenti a casi reali: sicuramente non per mancanza di capacità, ma di spazio. Rimane il fatto che in questo modo limita enormemente l'utilità del lavoro.


Per entrare nel merito di quanto detto, c'è davvero poco da correggere o aggiungere invece: personalmente fra i metodi di risoluzione avrei però aggiunto la Risoluzione per Assurdo, utile ad escludere certe linee di ragionamento una volta che ci si accorge che l'ipotesi porta ad incongruenze nella situazione ipotizzata.

Esempio molto banale, ma il concetto si può estendere a situazioni più complesse: sto giocando combo, e potrei tentare la chiusura, ma temo un counter avversario, che mi lascerebbe a terra. Ipotizzo allora per assurdo che lui abbia un counter in mano, e valuto se la situazione è conforme a questa ipotesi: ad esempio potrei notare che ha giocato a babbo una brainstorm il turno prima, invece che tenerla in mano per proteggere i suoi counter da una mia duress, oppure che ha riempito il board di creature, mirando a chiudere in due turni (forse perchè non ha risposte immediate e spera di strappare prima che mi entri la combo?). Se ritengo che questi indizi siano sufficientemente rilevanti per definire la situazione ipotizzata inconsistente, ne consegue che la vera incongruenza della situazione deve essere l'unica cosa che non è un fatto (che sono veri per definizione): ovvero l'assurda l'ipotesi che lui abbia counter, ragione per cui deduco che non ha counter, e decido quindi di scombare ora.


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 Oggetto del messaggio: Re: Problem Solving by Claudio Bonanni
MessaggioInviato: lun 1 feb 2016, 20:57 
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Iscritto il: lun 12 apr 2010, 14:48
Messaggi: 309
ehi ciao!
allora prima di tutto ti ringrazio per i complimenti e per le critiche che sono molto costruttive e terrò in mente per le prossime volte. Parti comunque dal presupposto che io non studio queste cose (ho studiato solo la teoria dei giochi 3anni fa), quindi per tutta la porzione di psicologia cognitiva l'ho dovuta ricercare da zero e vedere quello che andava meglio; cercando di collegare da una parte quelli che sono i miei processi/ragionamenti mentre gioco, dall'altra la teoria che c'è dietro a questi processi/ragionamenti...il che ahimè, non è semplice affatto.

per quanto riguarda quel che dici di portare più esempi in parte hai ragione....ma un pò è che non è facile trovarne, un pò è che non volevo; nel senso che tutto quello che c'è scritto (o in buona parte) vuole essere d'aiuto per magic ma anche in senso più astratto. :D

la prossima volta spero di migliorarmi! 8-)


"ma a Ruel dopo il 2-0 gli hai detto di andarsi a fare un'altra corsetta visto che era già in tenuta?"


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 Oggetto del messaggio: Re: Problem Solving by Claudio Bonanni
MessaggioInviato: mar 2 feb 2016, 3:32 
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Iscritto il: ven 15 giu 2007, 16:45
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Uhm...non posso che fare i complimenti per l'impegno messo nello scrivere un articolo del genere: non è di banale lettura, ma mettere assieme le cose penso sia stato infinitamente più impegnativo!

Detto ciò...a me non è piaciuto!
L'ho trovato un misto di ovvietà, concetti astratti o, nel migliore dei casi, non sufficientemente spiegati e concordo assolutamente con Malhavoc sulla carenza di esempi.

Mi spiego.
Tutta la prima parte (forse la migliore, anche perchè è difficile mantenere alta la concentrazione su un articolo così ricco) dice come si deve e non deve analizzare una situazione, ma mi sembra più una descrizione dei processi mentali, che non un metodo per un miglioramento degli stessi. Lo so anche io che per analizzare un problema bisogna rifarsi a situazioni analoghe, non essere prevenuti, valutare in maniera razionale. Penso che chiunque sia interessato ad un approccio "serio" sul come valutare una situazione, non abbia il problema della conoscenza astratta del metodo risolutivo, quanto del gioco in sè! E' più utile dire "guarda che se usi una waste su un fetch bla bla bla", al posto che dire "cerca di usare le carte anche in maniera non convenzionale ma più utile alla situazione". Perche la prima frase può farci notare qualcosa che non sapevamo, la seconda è ovvia, ma di difficile applicazione.

Il problema di una eccessiva astrazione dei problemi (lo dico da matematico: il mio lavoro è astrarre problemi) è che si rischia di fare tanto fumo e poco arrosto. Ad esempio, parli di "Contrasti non necessari:...In Magic: giocate che si sono rivelate corrette una volta, possono non esserlo in altre situazioni che sembrano simili.", il che è un errore. Poi parli di "Flessibilità Cognitiva:...In Magic: avere l’abilità di astrazione significa sapersi adattare agli scenari/avversari che troveremo durante le partite. Riconoscere velocemente una situazione che è simile ad un’altra pregressa ci darà un notevole vantaggio in termini di gioco.". Prima stai dicendo che applicare metodi simili a situazioni simili è sbagliato, poi che applicare metodi simili a soluzioni simili è giusto. Capisci che dare delle indicazioni astratte che sono in contraddizione non serve a molto? Se invece ci fossero stati degli esempi in merito, si poteva magari intuire quando le analogie sono un aiuto e quando invece sono un errore. Ma questo significa che parlare di analogie e similitudini tra situazioni di gioco non è nè giusto nè sbagliato, ma dipende dalla situazione in sè. Quindi non ha senso parlarne in astratto, ma solo valutando le singole situazioni. 10 righe sull'argomento e nulla di fatto.

Finita la lettura dell'articolo non ti rimane, secondo me, nulla. Non è che adesso, quando osservo/gioco una partita, riuscirò a valutarla meglio. Mi sembra molto più utile mettere in evidenza che una partenza terra-delver (ci sono milioni di post che spiegano perchè partire terra-delver è il top del top per canadian) è subottimale contro un mazzo che è per metà rimozioni, piuttosto che dire: "valuta la situazione correttamente". Ma non mi sembra ci sia bisogno di un'analisi dei processi cognitivi e di ragionamento per dire che terra-delver serve a mettere pressione, ma non mettiamo pressione ad un mazzo che ragionevolmente ha risposta e non aspetta altro. Trovo più utile parlare di vantaggio carte qualitativo (rendere inutili le rimozioni che l'altro ha in mano), oppure su cosa determina la scelta in maniera anche ipotetica: se di force in mano ce ne fosse stata una sola, quindi il pitch fosse già stato disponibile? Può convenire sprecare un delver per togliere all'oppo una reb o un decay che potrebbero invece toglierci una spell (force) o un goyf? Fare un 1x1 ma riempire il cimitero? Far sì che a turno 2 l'oppo faccia rimozione al posto che minaccia e fare un turno 2 con ponder e poter cercare daze/wasta? E' sufficiente fulmine per gestire una sua bestia a turno 2? Ponder a turno 1 per capire se un hymn a turno 2 va forzato o lo potremo gestire? Oppure fare ponder solo per fare credere all'oppo che abbiamo buone possibilità di avere un daze in mano e non fargli fare un cc2 a turno 2?
Ecco, capire quali di queste domande sono fuorvianti (e perchè) e darne una risposta mi sembra utile e può far capire quali siano i metodi corretti per analizzare una situazione di gioco. La lettura dell'articolo, invece, non mi dà nessuno strumento in più per analizzare la situazione.

Ho seguito un corso di teoria dei giochi, e non ho mai sentito parlare di tutti questi concetti: solo ipotesi sul comportamento dei giocatori, modelli, matrici dei risultati o alberi decisionali. Una situazione come quella di gioco di cui sopra andrebbe analizzata con uno schema delle possibili giocate nostre e di quelle dell'avversario, come si incastrano e, possibilmente, probabilità del verificarsi degli eventi. In questo modo (se la tabella è fatta correttamente) possiamo stabilire in maniera oggettiva e razionale quale sia la giocata migliore.

Piuttosto, siccome un'analisi corretta di una situazione richiede calcoli, tempo, spesso anche carta e penna (o excel!) per essere valutata a fondo, quale può essere un metodo corretto per arrivare ad una soluzione in tempi da torneo? Secondo me è qua che si vede la differenza tra un giocatore di esperienza ed uno che valuta la situazione al momento senza sufficiente background.


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 Oggetto del messaggio: Re: Problem Solving by Claudio Bonanni
MessaggioInviato: mar 2 feb 2016, 11:59 
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Iscritto il: lun 12 apr 2010, 14:48
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ciao Musashi.

intanto ti ringrazio anche a te per il feedback indipendentemente che dal fatto che ti sia piaciuto o meno l'articolo. 8*

volevo puntualizzare alcuni punti:
-tu parli di ovvietà e cose banali...ma tu ci hai studiato sopra queste cose, molti in realtà mi hanno scritto che certi concetti per loro erano difficili, questo perchè non abbiamo tutti lo stesso background.

-altra cosa; quando si spiega un ragionamento o processo mentale a mio avviso (e non solo, ci sono degli studi che lo confermano) lo si comprende meglio e lo si fa proprio. Poichè lo processi a livello conscio (o quasi) il che ti permette di riconoscerlo quando si innesca automaticamente quando giochi.

-poi dici "Ho seguito un corso di teoria dei giochi, e non ho mai sentito parlare di tutti questi concetti" ora io non credo che in un corso presenteranno tutti i concetti, vuoi per motivi di tempo, vuoi per motivi che riguardano le preferenze del professore.

-"Piuttosto, siccome un'analisi corretta di una situazione richiede calcoli, tempo, spesso anche carta e penna (o excel!) per essere valutata a fondo, quale può essere un metodo corretto per arrivare ad una soluzione in tempi da torneo? " questi strumenti non ce li hai quando sei al tavolo, quindi ho voluto presentare altri strumenti di problem solving che con un pò di pratica si possono imparare ed utilizzare (almeno io lo faccio).

:D


"ma a Ruel dopo il 2-0 gli hai detto di andarsi a fare un'altra corsetta visto che era già in tenuta?"


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 Oggetto del messaggio: Re: Problem Solving by Claudio Bonanni
MessaggioInviato: mar 2 feb 2016, 12:44 
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Iscritto il: ven 15 giu 2007, 16:45
Messaggi: 725
Grazie per la risposta! Non volevo essere troppo cattivo: l'articolo secondo me presenta diversi spunti interessanti. Solo mi sembra non si arrivi ad una soluzione pratica del problema.

Per cercare di non andare off topic, ma seguire la linea che hai voluto tenere nell'articolo, esistono metodi per allenare i metodi di valutazione corretta e ridurre quelli sbagliati?

Quanto è utile fare ragionamenti astratti prima di una partita di test (in modo poi da sperimentarne l'efficacia, col rischio che la casualità degli eventi ci porti a conclusioni errate) e quanto invece è meglio fare solo considerazioni a posteriori (senza quindi la possibilità di verificarle)?

Possono essere utili tecniche di allenamento specifiche? Mi spiego, quando uno si allena per un qualsiasi sport, non ripete banalmente tante volte la competizione, ma punta a fare allenamenti su particolari aspetti (allenamenti di velocità/resistenza, esercizi tecnici). E' fattibile una cosa del genere anche in Magic? Ad esempio, fare una partita a carte scoperte (o uno dei due giocatori a carte scoperte) per capire le difficoltà di building? Oppure fare partite in cui si spiegano a vicenda le strategie che si stanno tenendo? Giocare a mazzi invertiti?


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 Oggetto del messaggio: Re: Problem Solving by Claudio Bonanni
MessaggioInviato: mar 2 feb 2016, 21:41 
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Iscritto il: dom 22 nov 2009, 16:32
Messaggi: 866
Località: Gaeta, la città col mare molto bello.
Nickname Cockatrice: Alex_UNLIMITED
La spiegazione sull'euristica della disponibilità termina in modo incompleto, c'è stata un'omissione probabilmente per una piccola distrazione. :o


andreino883r ha scritto:
Poi, lo dico col cuore, si chiama tipo1.it, ed ai tempi la gente si lamentava già per noi giocatori di legacy... Oggi ci sta pure il Modern...
ELIMINIAMO IL MODERN PLEASE!
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