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Uhm...non posso che fare i complimenti per l'impegno messo nello scrivere un articolo del genere: non è di banale lettura, ma mettere assieme le cose penso sia stato infinitamente più impegnativo!
Detto ciò...a me non è piaciuto! L'ho trovato un misto di ovvietà, concetti astratti o, nel migliore dei casi, non sufficientemente spiegati e concordo assolutamente con Malhavoc sulla carenza di esempi.
Mi spiego. Tutta la prima parte (forse la migliore, anche perchè è difficile mantenere alta la concentrazione su un articolo così ricco) dice come si deve e non deve analizzare una situazione, ma mi sembra più una descrizione dei processi mentali, che non un metodo per un miglioramento degli stessi. Lo so anche io che per analizzare un problema bisogna rifarsi a situazioni analoghe, non essere prevenuti, valutare in maniera razionale. Penso che chiunque sia interessato ad un approccio "serio" sul come valutare una situazione, non abbia il problema della conoscenza astratta del metodo risolutivo, quanto del gioco in sè! E' più utile dire "guarda che se usi una waste su un fetch bla bla bla", al posto che dire "cerca di usare le carte anche in maniera non convenzionale ma più utile alla situazione". Perche la prima frase può farci notare qualcosa che non sapevamo, la seconda è ovvia, ma di difficile applicazione.
Il problema di una eccessiva astrazione dei problemi (lo dico da matematico: il mio lavoro è astrarre problemi) è che si rischia di fare tanto fumo e poco arrosto. Ad esempio, parli di "Contrasti non necessari:...In Magic: giocate che si sono rivelate corrette una volta, possono non esserlo in altre situazioni che sembrano simili.", il che è un errore. Poi parli di "Flessibilità Cognitiva:...In Magic: avere l’abilità di astrazione significa sapersi adattare agli scenari/avversari che troveremo durante le partite. Riconoscere velocemente una situazione che è simile ad un’altra pregressa ci darà un notevole vantaggio in termini di gioco.". Prima stai dicendo che applicare metodi simili a situazioni simili è sbagliato, poi che applicare metodi simili a soluzioni simili è giusto. Capisci che dare delle indicazioni astratte che sono in contraddizione non serve a molto? Se invece ci fossero stati degli esempi in merito, si poteva magari intuire quando le analogie sono un aiuto e quando invece sono un errore. Ma questo significa che parlare di analogie e similitudini tra situazioni di gioco non è nè giusto nè sbagliato, ma dipende dalla situazione in sè. Quindi non ha senso parlarne in astratto, ma solo valutando le singole situazioni. 10 righe sull'argomento e nulla di fatto.
Finita la lettura dell'articolo non ti rimane, secondo me, nulla. Non è che adesso, quando osservo/gioco una partita, riuscirò a valutarla meglio. Mi sembra molto più utile mettere in evidenza che una partenza terra-delver (ci sono milioni di post che spiegano perchè partire terra-delver è il top del top per canadian) è subottimale contro un mazzo che è per metà rimozioni, piuttosto che dire: "valuta la situazione correttamente". Ma non mi sembra ci sia bisogno di un'analisi dei processi cognitivi e di ragionamento per dire che terra-delver serve a mettere pressione, ma non mettiamo pressione ad un mazzo che ragionevolmente ha risposta e non aspetta altro. Trovo più utile parlare di vantaggio carte qualitativo (rendere inutili le rimozioni che l'altro ha in mano), oppure su cosa determina la scelta in maniera anche ipotetica: se di force in mano ce ne fosse stata una sola, quindi il pitch fosse già stato disponibile? Può convenire sprecare un delver per togliere all'oppo una reb o un decay che potrebbero invece toglierci una spell (force) o un goyf? Fare un 1x1 ma riempire il cimitero? Far sì che a turno 2 l'oppo faccia rimozione al posto che minaccia e fare un turno 2 con ponder e poter cercare daze/wasta? E' sufficiente fulmine per gestire una sua bestia a turno 2? Ponder a turno 1 per capire se un hymn a turno 2 va forzato o lo potremo gestire? Oppure fare ponder solo per fare credere all'oppo che abbiamo buone possibilità di avere un daze in mano e non fargli fare un cc2 a turno 2? Ecco, capire quali di queste domande sono fuorvianti (e perchè) e darne una risposta mi sembra utile e può far capire quali siano i metodi corretti per analizzare una situazione di gioco. La lettura dell'articolo, invece, non mi dà nessuno strumento in più per analizzare la situazione.
Ho seguito un corso di teoria dei giochi, e non ho mai sentito parlare di tutti questi concetti: solo ipotesi sul comportamento dei giocatori, modelli, matrici dei risultati o alberi decisionali. Una situazione come quella di gioco di cui sopra andrebbe analizzata con uno schema delle possibili giocate nostre e di quelle dell'avversario, come si incastrano e, possibilmente, probabilità del verificarsi degli eventi. In questo modo (se la tabella è fatta correttamente) possiamo stabilire in maniera oggettiva e razionale quale sia la giocata migliore.
Piuttosto, siccome un'analisi corretta di una situazione richiede calcoli, tempo, spesso anche carta e penna (o excel!) per essere valutata a fondo, quale può essere un metodo corretto per arrivare ad una soluzione in tempi da torneo? Secondo me è qua che si vede la differenza tra un giocatore di esperienza ed uno che valuta la situazione al momento senza sufficiente background.
 
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