LE 10 DOMANDE DI LUCIO’S: OSPITE D’ECCEZIONE, DIRETTAMENTE DALLA TORRE D’AVORIO DEL BEL GIOCO TOSCANO… BB155LM AKA VINCE BIAVA BRAVO CAMPIONE!
Nel lontano 2007 un giocatore nuovo si presentò sulla scena vintage italiana. Iniziò a fare top8 e finali a ripetizione nei tornei locali incuriosendo chi scrive e molti altri. Un bel giorno a Savona fu organizzato un torneo con in palio un loto ed ebbi modo di veder giocare il famoso BB1… Riccardo. Impressioni?
Guardandolo giocare rimasi folgorato dalla sicurezza di esecuzione e impeccabilità delle scelte, ricordo che dissi agli amici: ragazzi, questo vince oggi il torneo e quest’anno l’invitational. Il torneo non lo vinse, arrivò quarto. L’invitational lo vinse a pieno titolo, però.
Era l’inizio della carriera di un giocatore destinato a restare a lungo nei ranghi dei top grinders eternal (e non solo) italiani. Conosciamolo un po’ meglio.
Potrei iniziare chiedendoti di presentarti ma non ce n’è bisogno. Raccontaci invece degli esordi in negozio, al Seven Dragons, di quando sei entrato nel Legend Team, con alcuni giocatori eccezionali come Guido Citino. Quanto ti ha aiutato essere a contatto con giocatori di questo calibro per i tuoi primi passi? Iniziò tutto in realtà nel lontano 2006, quando mi avvicinai ad un negozio con un amico, per volontà sua di rivedere questo giochino. Poi insomma, mi affascinò, sembrava divertente e provai a giochicchiare. Poco dopo Marco Barbagli mi portò una sera a Firenze, al Seven Dragons, e feci subito finale. Beh, avevo un culo irreale.
Li ho conosciuto i top players toscani (e italiani) Vintage, da cui ho imparato tutto del Vintage. Sicuramente avere accanto giocatori che sapevano il fatto loro in quel formato è stato l’aiuto necessario a imparare in maniera corretta, sbagliando e capendo il perché dei miei errori. Senza di loro obiettivamente non sarei arrivato a tanto, anche a livello umano. Poi vabbè, Citino è senza dubbio il giocatore che più stimo in assoluto, sarà la trecentesima volta che lo dico, ma ci tengo a ribadirlo.
La tua carriera magicistica, oggi approdata ai formati “seri” – con qualificazioni a pro tour – è iniziata dal vintage. All’inizio era TDS aka the dark scroll: un mazzo che giocava 4 dark confidant e 4 merchant scroll e ovviamente gifts ungiven, una delle tue carte preferite. Quanto era bilanciato quel vintage e quanto ti ha appassionato? Reputi quel formato unico e irripetibile o hai trovato altri metagame in seguito altrettanto appassionanti?
Il primo mazzo con cui ho giocato, in verità, è stato Gifts. Quando se ne potevano giocare 4. Poi sviluppai, con qualche aiuto, l’idea di giocare più nero e quindi Dark Confidant, che fece nascere Dark Gifts, il mazzo che più ho amato senza alcun dubbio. Era un mazzo obiettivamente troppo forte, quasi imbattibile.
C’è anche da dire che il Metagame dell’epoca era molto bello, con avversari del calibro di Tps, T1T, Control Slavery. C’erano i vari Fish, Mud, Oath, Workshop Slavery! E soprattutto non c’era quel “non mazzo di Magic” che è dredge.
Se era il formato più bello di sempre per me? Probabilmente si.
Anche in un percorso magicistico come il tuo ci saranno stati momenti negativi. Ne ricordi qualcuno in particolare? Hai mai pensato di appendere le figurine al chiodo?Quando hai trovato una quindicina di amici giocando a Magic e frequentadoli quindi assiduamente sia per Magic sia per ubriachezze moleste, nonché serate TOTALLY CRASH, diventa praticamente impossibile pensare di smettere.
Il momento più difficile della mia carriera è stato quando sono stato squalificato per UN ANNO a causa di un arbitro che mi mandò in escandescenza per aver dato un ruling ridicolo, parlando di “inclinazione della carta”, quando il mio avversario stava palesemente barando.
Allo stesso tempo però mi fece vivere un emozione gigantesca, quando al D-day del 13.03.2011 i miei compagni di Team, il leggendario LEGEND TEAM, erano tutti in Top8: Citino, Viciani e Giani. (Cecconi aveva già smesso). Mi aggiornavano ogni turno, io ero distante 170/180km, e mi dissero: “Corri che siamo tutti in Top8!”.
In 57minuti arrivai ad Empoli, giusto in tempo per vedere vincere uno di loro in Top4 e vedere Citino e Giani in finale, che non giocarono visto che a quel punto “La finale si gioca al Seven Dragons!”.
Ecco, li ho sentito un calore e un’amicizia che non dimenticherò mai.
Parliamo di community: trovi differenze nella community di una volta, quella che alimentava polemiche infinite sul forum a partire da uno sfottò non gradito e obbligava la moderazione a prendere provvedimenti a quella odierna, basata sui social? La community Vintage era qualcosa di incredibile, ci si spostava per giocare tornei ovunque, uno ogni domenica. C’erano delle fazioni, ai miei tempi soprattutto Milano-Firenze, Ovinomancers – Legend Team. Era una competizione sana, una ipercompetizione dato il livello che rappresentavano i giocatori di quei due Team. Allo stesso tempo, anche con loro, c’era l’amicizia, quel fattore che ti porta a volerti muovere per i tornei, per gli sfottò e le sfide. E ti porta anche a fare trasferte LEGGENDARIE come quella di Valencia 2007. Indimenticabile.
Adesso è diverso, a mio avviso c’è meno unione e ci sono più faide, anche se insomma, va bene comunque anche così.
bis Pensi che si sia perso qualcosa con l’arrivo dell’internet 2.0 nel nostro piccolo sottomondo italiano o invece ci sono solo aspetti positivi? Il netdecking ha portato ad avere mazzi più competitivi per tutti, ovviamente il deckbuilding ne ha risentito, ma insomma, se uno si vuole adoperare per creare/modificare un mazzo, e ne è capace, può sempre farlo.
Quale è il mazzo su cui stai concentrando le tue energie di test e deckbuild attuali? Quale l’evento che aspetti di più e perché?Al momento, visto che son qualificato al prossimo Rptq, giocherò Modern, cercando di limare e metagamizzare quanto più possibile il mio mazzo, in vista degli eventi prossimi che sono IML e Nebraska’s War.
Il legacy è consolidato quindi non avrà molto testing da parte mia.
Quale è il big event del passato a cui sei stato che ti è rimasto più nel cuore?Quando vinci un torneo da 290 persone, che è il più grande evento dell’anno in Europa per il Vintage, beh credo sia impossibile che non ti rimanga nel cuore.
L’unico evento paragonabile è stato l’Invitational 2007 che ho vinto: un anno di gioco per me, vincere la Lega T1T (da 50 persone a torneo) e poi vincere l’Invitational, beh è stata un emozione grandissima.
P.s.: parliamo di Eternal quindi non rammento i Pro Tour, che sono la massima aspirazione di un giocatore di Magic, un qualcosa di imparagonabile a qualunque altro torneo.
Brainstorm: è stata limitata in vintage scrivendo la parola “fine” al capitolo dell’infanzia di questo formato, facendo capire ai giocatori che per la wizard nessuna carta è sacra e inviolabile. Pensi che sia il momento che anche il legacy passi ad un’altra fase in modo altrettanto traumatico, vista la presenza massiccia del blu in ogni top8, o secondo te allo stato attuale il formato è abbastanza bilanciato?Brainstorm è una carta molto buona, eccellente, è innegabile. Però non vorrei avere un legacy senza di essa, non solo per me ma quanto per il formato. Se non si vogliono giocare ci sono altri formati a cui approcciarsi. E se qualcuno volesse dire: “Miracle però è troppo forte” gli risponderei: “Può essere corretta la tua osservazione, basterebbe però settarsi contro il mazzo più forte, cosa che in Legacy non ha mai fatto nessuno non capisco per quale motivo. L’ho già spiegato, abusate di carte like Chains of Mephistopheles ad esempio, visto che Brainstorm è La carta del Legacy”.
Comunque, se ho detto che non toglierei Brainstorm ma anzi, rimarrei molto deluso e abbandonerei il formato se ci fosse un suo eventuale BAN, non penso la stessa cosa di Sensei’s Divining Top, che non Bannerei comunque, ma sopravviverei.
Sbagliare, ripetere, sbagliare meno. Quanto è importante questo processo per tentativi nella formazione del giocatore di magic, quanto è importante l’analisi dei match, l’auto analisi delle proprie falle strategiche? E’ tutto. L’autocritica è l’unico modo di diventare buoni giocatori. L’ascoltare le critiche degli altri, analizzare insieme le giocate. Ci sono momenti in cui vi viene fatto notare che la giocata corretta era un’altra, non c’è niente di male ad ammetterlo, si sbaglia sempre, chiunque sbaglia, e se lo ammetti vuol dire che lo hai capito, e se lo hai capito vuol dire che non lo rifarai, e se non lo rifarai vorrà dire che sarai diventato un miglior giocatore di Magic:the Gathering.
“ho giocato una partita perfetta” tutti, prima o poi, lo abbiamo pensato o detto. Pur sapendo che Magic contiene tantissime domande a cui non possiamo dare una risposta certa, ma solo affidarci al nostro istinto per valutare i rischi e soppesare le scelte, quante volte ti capita di pensarlo?Mi capita di pensarlo, certamente. Mi reputo un buon giocatore, non lo ho mai nascosto, sono troppo orgoglioso per non farlo. E credo che di pensarlo giustamente. Sono però tante le partite in cui so di non aver giocato perfetto, penso siano bilanciate le giocate perfette con le giocate imperfette.
Sei un giocatore competitivo e con un obiettivo molto chiaro quanto ovvio: vincere. Ma quando perdi, ti capita di non riuscire ad accettare la sconfitta? Il confine tra l’accettare le bad beat e il pensare facilmente alle sconfitte come un effetto della varianza è labile. Quanto è giusto prendersela con se stessi e quanto bisogna invece svuotare la mente e passare oltre, per non pregiudicare un game, un match, un torneo? Il tilt, inteso appunto come essere nervosi dopo aver perso a causa di un proprio errore, è un fattore importantissimo. A Hold’em è un fattore cruciale, la gestione del tilt è importantissima. L’autocritica è importante, la gestione del tilt ancor di più. Bisogna essere bilanciati, capire che si è sbagliato ma non dannarsi, anzi: risedersi e giocare con più concentrazione, evitando di ricommettere errori.
E soprattutto, la sfortuna e la fortuna: non difendiamoci dietro al “eh ma hai sculato” o “eh ma ho sfigato”, sono equivalenti le due cose. Abbattere la varianza, lo si fa con la costanza.
Per carità, le sculate degli avversari sono più facili da vedere, ma analizziamo sempre se avremmo potuto evitarla giocando meglio.
abbattere la varianza, lo si fa con la costanza. Che queste parole di Riccardo vengano scolpite nelle tavole della legge di magic
noi lo salutiamo e lo ringraziamo per il tempo che ci ha voluto dedicare, cercando di fare tesoro della esperienza che ha voluto condividere.
Ciao a tutti da Lucio's will, al prossimo topic!