...e ovvio che non si può fare una lega sensata...
manco io...
Coma non dire boiate sugli split
io e te non si è mai splittato perchè ero e sono povero ed avevo almeno altre due bocche da sfamare
Seriamente parlando inutile passare dal sarcasmo al buonismo, come Coma e Scibi mi ritengo un giocatore anziano e di acqua e cadaveri di leghe sotto i ponti ne ho viste.
Le leghe di Torino non possono essere paragonate a quelle delle altre regioni per nessun motivo.
Primo: il livello di gioco. Siamo (spero che dal mio abbandono lo siamo ancora) la regione con il livello di gioco più alto. Questo vuol dire che non si può aver la pretesa di organizzare una lega da bimbi e sperare che i "grandi" vengano a giocare. Una lega va organizzata bene perchè qui in Piemonte abbiamo il palato fine.
Secondo: non abbiamo i numeri delle altre regioni. Fare più di 30 persone fisse è già un miracolo e questo l'ho sempre sostenuto, anche quando vale e ezio si sono imbarcati nell'impresa insieme a Scibi.
Inoltre su questi 30 player la maggiorparte sanno tenere molto bene le carte bene e questo scoraggia i bimbi che sono il vero motore delle leghe.
L'utenza di gioco si allarga solo quando anche player di altri formati vengono a giocare facendosi prestare i mazzi (mi ricordo un'ultima tappa di lega di sabato da Marco dove un player aveva chiamato i suoi amici per fare maggior numero ed assicurarsi l'entrata in top8: eravamo 45 circa) ma non ha senso poggiare le basi di una lega su questo.
Inutile poi contare sui giocatori di Milano, al massimo Asti e Liguria. I milanesi son troppo coccolati da loro per venire qui.
Neanche io e Coma avremmo fatto tutti i nostri km se avessimo avuto xx leghe sotto casa.
terzo e ultimo: Siamo rosiconi.
Ogni lega c'è sempre stato chi si divertiva ad arrabattarsi il diritto di criticare. Una lega non è una cosa collettiva, non è vero che si possono dare critiche e consigli con libertà, insomma non è una cosa democratica: ci va un valido organizzatore sorretto da un negozio/venditore solido per rifornire i premi e poi tanta credibilità nel fare il proprio lavoro.
Uno prende le redini e organizza e gli altri decidono se seguirlo nel suo progetto o meno. Se il progetto non piace fine lega e punto.
Le critiche non hanno senso.
Mi ricordo una volta che in t1 il rpimo vinceva un mox blue e il secondo un berserk. Non si splittava, si giocava e vinceva se si volevano i soldi.
Altrimenti si stava a casa.
Non c'erano le griglie ad assicurare i giocatori sul livello di partecipazione.
se si era in 60 l'organizzatore ci andava in perdita e basta.
se erano in 120 ci straguadagnava e punto.
Non smettono di proiettare un film solo perchè la sala è mezza vuota. un pulman non si ferma se ha solo un passeggero.
L'organizzatore fa il suo lavoro a suo rischio e pericolo e questo è lo stimolo necessario a fare il lavoro bene.
Se non se la sente rinuncia.
Il mio è un discorso generale, non ho conosciuto scibi come organizzatore se non le prime tappe ad asti quando ancora si facevano bei numeri.
Per quanto mi riguarda la piazza di Torino è compromessa, ma lodo chi continua a provarci.
Sicuramente se accetto di andare ad un torneo mi informo sui premi se mi interessano, altrimenti gioco anche per le banane.
Tanto andarci sopra è un concetto che si può acquisire solo dopo molti anni di gioco, quando si possiede un kernel di un certo valore e lo si vede come capitale immobilizzato.
Sicuramente mi dispiace non giocare contro Cuse, Lambo e molti altri giovani giocatori che sarebbero sicuramente eccezionali players da trovarsi davanti ad un torneo.
Sono convinto che loro, come altre giovani leve, desiderino un ambiente competitivo e stimolante e nn posso che appoggiare il loro desiderio di avere una lega seria e professionale.
in conclusione, i giocatori decretano la fine delle leghe e ne hanno in mano la vita e la morte. Gli organizzatori permettono ai giocatori di migliorare, crescere e arricchirsi.
Queste sono due affermazioni che dovrebbero farvi riflettere.
Scrivo di getto, scusate gli eventuali errori.