Buongiorno a tutti.
Questo topic nasce dalla volontà di analizzare in modo costruttivo la situazione che riguarda il progressivo deterioramento del panorama Vintage italiano.
Non è mia intenzione far cadere la discussione in sterili diatribe insensate riguardanti pseudo rivalità fra legacy e vintage. Qua si parla di vintage. Qua non ci si piange addosso. Qua vorrei si analizzasse seriamente e con serenità la situazione, prendendo atto della realtà dei fatti, ed infine cercando di tirare fuori qualche idea atta a migliorare questa situazione molto triste.
In linea di massima, quando si analizza un fenomeno di questo genere, è buona regola tenere d’occhio l’intero ambiente che lo circonda. Non vedere più in là del proprio naso porta sempre a valutazioni errate e fuorvianti.
Per entrare nel merito della questione parto dalla mia esperienza personale come membro dell’ organizzazione della lega MUV. In questi ultimi anni la MUV ha avuto risultati di affluenza a volte altalenanti ma spesso decisamente buoni. Imputo questi risultati principalmente a due fattori:
• L’esistenza di uno “zoccolo duro” di giocatori di vecchia data veramente appassionati al vintage
• L’anomala percentuale di giocatori vintage presente ad Acqualagna, ovvero circa una cinquantina di giocatori in una popolazione che non supera di molto le 4000 unità. Persone che hanno sempre e solo giocato vintage. Per loro “giocare a magic” significa vintage.
Ogni anno riusciamo a far entrare in pianta stabile all’interno dei partecipanti assidui dei tornei circa due o tre persone nuove, a fronte di una perdita di “vecchi giocatori” che appendono il mazzo al chiodo lentamente ma inesorabilmente che si aggira intorno alle 4 unità. Un buon numero di giocatori lo abbiamo perso in un colpo solo a causa del loro spostamento verso il legacy l’anno scorso. Ora come ora ci troviamo ad organizzare tappe che potrebbero fare 50 e passa players come 20 scarsi…il tutto dipende, in linea di massima, dalla partecipazione dei ragazzi di Acqualagna che ciclicamente smettono e riprendono a giocare ad intervalli abbastanza regolari. Se la situazione rimanesse congelata così per i futuri 5/10 anni sarebbe tutto sommato accettabile. Il problema principale è che il vintage non ha un ricambio generazionale, quindi, seguendo questo trend il tutto andrebbe a morire nell’arco di un paio d’anni. Osservando con attenzione quanto sta accadendo nelle altre leghe italiane si notano dinamiche molto simili. So benissimo che non sto dicendo nulla di nuovo ma per poter inquadrare l’argomento devo necessariamente far riferimento a cose “già dette/già sentite”.
Il vintage sta scomparendo e le principali motivazioni vengono facilmente inquadrate ma non voglio fare un elenco delle solite menate … piuttosto preferisco applicare un ragionamento olistico alla questione.
Il vintage costa troppo. Ricordo di aver letto in giro più volte commenti che su per giù suonano così: “magic è un gioco per ricchi…se non ti puoi comprare le carte orientati su altri passatempo”

. Un concetto che poteva suonare aderente alla realtà qualche anno fa … non di certo oggi. I prezzi che hanno raggiunto le carte sono diventati di fatto una barriera invalicabile per chiunque, in modalità dirette o inverse. Tu potrai anche essere un ragazzino di 15 anni che prende una paghetta di 5000 euro al mese e quindi potrai tranquillamente permetterti di comprare un kernel vintage in men che non si dica … ma poi con chi giochi vintage?... La questione economica balza subito agli occhi ma purtroppo mi sono accorto che sarebbe oltremodo riduttivo imputarle tutte le colpe. Molte leghe italiane si sono aperte all’utilizzo delle proxy, convinte di eliminare il problema alla radice. Il ragionamento di fatto fila…le carte costano troppo?...fotocopiale e passa la paura. Però i riscontri sul campo non ci hanno fornito i risultati sperati.
Ultimamente nella mia città è stato aperto un nuovo fumettificio. Il titolare è una persona molto disponibile ed aperta ad ogni orizzonte. Ovviamente i tornei che sanziona sono di formati wizard, ma all’interno del suo bacino di utenza ho avuto modo di entrare in contatto diretto con un buon numero di adolescenti che si stanno avvicinando al gioco, cercando ovviamente di aprir loro le porte del vintage. Si sta rivelando un’impresa titanica. Sto cercando di invogliarli in tutti i modi … formato full proxy, incasso totale interamente devoluto in premi sotto forma di buoni spesa in modo tale che “il premio te lo scegli tu”, sugosi premi dedicati al “miglior giocatore esordiente nel formato”…di tutto e di più. Le risposte sono scarse e timide. Un giovane di oggi vede l’ingresso al vintage come troppo dispendioso non solo a livello economico ma soprattutto a livello mentale. Per loro è molto più facile andare in fumetteria, pagare l’iscrizione e fare un draft. E’ molto più facile costruirsi un mazzo da T2. Se proprio si vogliono “sforzare” allora si indirizzano verso il modern.
Quando iniziammo noi “vecchi” a giocare, le carte erano quelle. Ogni anno seguivamo le nuove espansioni e ci mantenevamo allegramente al passo coi tempi. Se un ragazzino volesse oggi provare ad entrare nel mondo vintage si troverebbe di fronte un bacino di circa 25000 carte diverse e sconosciute da doversi “spulciare”. Tralasciamo il fatto che poi di quelle 25000 se ne giocano si e no 500. Uno che inizia da zero non ha una mezza idea di niente. Anche gli universitari di età compresa fra i 20 ed i 28 anni mostrano le stesse dinamiche di approccio.
Non è un discorso di età. Sono persone che quando ti vedono fare una partita vintage si radunano intorno al tavolo guardando le dual e le p9 come se fossero delle reliquie inestimabili, si godono il momento, ti chiedono quanto le hai pagate, fanno discorsi sottovoce del tipo “hai visto che roba?”… poi tu proponi loro di provare a giocare e loro si defilano … considerano il vintage un qualcosa di “bello da guardare” ma “non bello da toccare”.
Ed in effetti li capisco. Quelli che come noi sono cresciuti sbustando terre doppie per poi scambiarne 10 per un drago di shivan non torneranno mai più. Anche persone che hanno iniziato a giocare ponendosi degli obbiettivi di questo tipo: “mi compro mono nero, mi faccio le ossa…piano piano mi compro la p9 e poi sono a posto”, non esisteranno più. Adesso quel ragionamento dovrebbe essere articolato in questo modo: “mi monto gobbo e spendo 600 euro…poi mi faccio le ossa e fra risparmi ed eventuali premi raccimolo 3000 euro per la p9…poi devo racimolare 2000 euro per le dual….e sono a posto…ah no aspetta!...ci sono le fech!...a dire il vero servirebbero anche i tarmo i mana drain le force of will … (…continua elenco infinito).
Le persone smettono di giocare e nessuno inizia a giocare vintage. E’ questo l’unico vero problema. Problema che i nostri cugini del legacy si troveranno inesorabilmente ad affrontare fra qualche anno perché le variabili in gioco sono esattamente le stesse, cambiano solo 9 carte…tutto il resto è identico, sia come sforzo economico, sia come sforzo mentale.
Certamente intorno abbiamo tutta un’altra serie di variabili che contribuiscono ad abbruttire le cose (la wizard che giustamente pensa ai profitti ed unicamente a quelli, la concorrenza di altri formati, i culi pesanti, … ecc…) ma l’elemento fondamentale a mio avviso riguarda la totale assenza di nuove leve. La maggioranza delle persone non ha iniziato a giocare legacy perché “il legacy è più bello e divertente del vintage”. Questa migrazione di massa è stata il risultato di un piano ben intavolato dalla wizard.
Vintage e legacy (gli unici due formati che riesco a catalogare come “eternal”) sono destinati a svanire per loro stessa natura a causa delle dinamiche di approccio al gioco che ho accennato pocanzi. La wizard sta solo accelerando il processo.
A me sembra realistica una strategia della wizard di questo tipo: “Come fare a liberarci di queste spine nel fianco il prima possibile?”… “facciamo una cosa graduale…sanzioniamo qualche sugoso GP di legacy in modo tale da indurre una migrazione dal vintage…poi facciamo nascere il modern e ripetiamo il processo…”. E’ normale che molte persone si siano dedicate unicamente al legacy. L’esistenza di GP legacy di per sé spiega tranquillamente l’impennata di numeri del formato. Di conseguenza viene da se che “più persone giocano legacy – più persone sono invogliate a giocarlo. Quindi i discorsi che si basano su presunti aspetti che rendono un formato più bello di un altro sono semplici spostamenti d’aria dettati da una naturale tendenza dell’essere umano ad avere gusti differenti. Perché se la wizard avesse deciso di fare le cose invertendo qualche fattore come per esempio “sanzioniamo qualche gp vintage…eccetera…” adesso staremo parlando delle stesse cose in modo speculare.
Personalmente ritengo inevitabile la progressiva scomparsa di vintage e legacy ma mi piacerebbe prolungare questa “agonia” in modo dignitoso.
Sarebbe bello se gli ultimi devoti al vintage unissero le loro forze per uno scopo comune …
Io partirei da due presupposti:
• Il vintage è un formato divertente che può piacere a chiunque avesse quel poco di voglia di affacciarsi a questa realtà. Il prodotto è valido.
• L’unione fa la forza. Se tutti noi organizzatori ci sedessimo virtualmente ad una tavola rotonda potrebbe venir fuori qualcosa di interessante.
Noi della MUV le stiamo provando veramente tutte per fidelizzare i nostri giocatori e per reclutarne di nuovi. Le idee non mancano ma si ha la sensazione di correre da soli. Non c’è coordinazione vera fra le leghe italiane. Allo scorso Invitational si è parlato del fatto che non si sarebbe più svolta tale manifestazione. A mio avviso, l’eliminazione dell’Invitational rappresenterebbe un gesto di resa…una pietra tombale metaforica. C’è meno gente che gioca…vero…alcune leghe sono scomparse…vero…l’Invitational vintage non ha più senso di esistere…falso. Secondo me finchè il cuore del vintage italiano ha la forza di pompare è giusto che alla fine dell’anno sia decretato un campione. Ovviamente il titolo che vinse Biava avrà certamente più valore storico di un ipotetico Invitational composto reclutando giocatori campioni di leghe con affluenze medio/basse…ma questo non mi sembra motivo sufficiente a “cassare” il torneo.
Unendo gli sforzi e condividendo esperienze sul campo ed idee nuove di sicuro avremmo più probabilità di rendere dignità al vintage. So che è difficile salire su una barca che sta affondando e che è facile abbandonarla…ma sono anche convinto che in giro per l’Italia esistono persone veramente appassionate di questo formato che pensano valga la pena lottare per giocare ancora…magari potremo tenere il vintage in vita per un altro anno…o per due…o per zero… ma almeno ci avremo provato.
Come ho detto all’inizio, mi piacerebbe che questo topic diventasse una sorta di fucina di idee o proposte o consigli sul come poter aggirare lo scoglio del mancato ricambio generazionale del vintage e delle varie problematiche adiacenti…sul come portare avanti un movimento vintage italiano degno di essere chiamato “movimento”…sul come barcamenarsi in questi momenti difficili…può sembrare un gesto disperato ma io lo vedo come uno scambio di idee costruttivo basato sulle evidenze che stiamo tutti (chi più chi meno) riscontrando.
Poi magari tutta questa voglia di combattere che io immagino non esiste…magari la maggior parte di noi non ha più voglia di sbattersi o di tentare inutili accanimenti terapeutici…in tal caso ne prenderemo atto e niente più.
Vediamo cosa ne esce.
Ravidel.
@malhavoc: please, riesci a mettere un po' di a capo e suddividerlo un po'? Così ha un impatto da wall of text inleggibile davvero tosto da digerire a colpo d'occhio.. editato, così dovrebbe andar meglio...