Charles Bukowski ha scritto:
[...]con lui c'era una ragazza, sarà stata lì in visita, una giovane, anche troppo giovincella, delicata ma insieme robusta. costei accavallò le gambe, mettendo in mostra tutta la bottega: ginocchia e cosce fasciate di nailon e un lembo di carne dove le calze finivano, un piccolo lampo di carne bianca. era tutta culo e tette, belle cosce, occhi azzurri ridarelli... "signori... mia figlia Tania." "come?" "ah, sì, lo so, sono molto... vecchio... ma come c'è il mito del negro col cazzo che non finisce più, così c'è il mito del vecchio tedesco porcaccione che non la smette mai di scopare. voi potete credere quello che vi pare. questa, comunque, è mia figlia Tania." "salve, ragazzi," ci salutò ridendo. tutti allora guardammo verso la porta su cui c'era un cartello che diceva MAGAZZENO DELLA MACCHINA DA FOTTERE. lui finì di tracannare la sgnappa. "allora, ragazzi... siete qui per farvi la più bella CHIAVATA che mai, jà?" "ma papà!" disse Tania, "devi essere sempre così volgare?" e riaccavallò le gambe, anche più scompostamente, che a momenti me ne venivo. il professore tracannò un'altra sgnappa, poi s'alzò e andò alla porta con su scritto MAGAZZENO DELLA MACCHINA DA FOTTERE.